libri, testi, siti

Un luogo dove parlare di dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia e in generale delle difficoltà d'apprendimento.

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Fennec
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Messaggio da Fennec »

mi potete indicare qualcosa dove posso trovare informazioni, suggerimenti per un bambino con ritardo del linguaggio.
qualcosa che lo stimoli o anche semplici esperienze, saggi etc. qualcosa che mi faccia conoscere bene il problema (ho letto che il ritardo del linguaggio può diventare ritardo dell'apprendimento ed io vorrei evitarlo poichè è ancora piccolo)
grazie

latikaa
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Messaggio da latikaa »

www.speechdelay.com e' un forum in inglese moderato da una tipa bravissima
cerca materiale del dott. Camarata

jewel
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Re: libri, testi, siti

Messaggio da jewel »

Fennec ha scritto:mi potete indicare qualcosa dove posso trovare informazioni, suggerimenti per un bambino con ritardo del linguaggio.
qualcosa che lo stimoli o anche semplici esperienze, saggi etc. qualcosa che mi faccia conoscere bene il problema (ho letto che il ritardo del linguaggio può diventare ritardo dell'apprendimento ed io vorrei evitarlo poichè è ancora piccolo)
grazie
bisogna capire se si tratta solo di ritrado o di disturbo specifico di linguaggio. Il disturbo specifico all'80% manifesta, in età scolare i disturbi specifici di apprendimento: sono genetici, non si può far nulla per evitarli: si nasce avendoli! Si può però aiutare il bambino a crearsi quegli strumenti compoensativi che potranno, forse, aiutarlo a stare al passo con gli altri.

Molto utili per i DSA sono giochi al pc, programmi free...per il linguaggio dipende che anni ha il bambino e cosa fa e non fa
"ANCHE SE POSSIAMO GUARIRE DALLA SOMARAGGINE LE FERITE CHE ESSA CI HA INFLITTO NON RIMARGINANO MAI DEL TUTTO. QUELL'INFANZIA NON E' STATA DIVERTENTE E RICORDARLA NON LO E' DI PIU'..." Pennac

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Fennec
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Messaggio da Fennec »

come si capisce jewel?
devo aspettare vada a scuola (ha quasi 4 anni)?
lui ha un ritardo psicomotorio e del linguaggio (praticamente era come avesse due anni in meno).
a livello piscomotorio ora sta bene, fa tutto. e penso smetterà presto con la terapia. ma a livello di linguaggio dopo 2 anni passati a parlare quasi giapponese, ora cominciamo a capirlo (abbiamo iniziato logopedia a settembre)
da ignorante mi accorgo che parla velocemente e tronca le parole, dice massimo due sillabe, in genere le desinenze delle parole.
devo chiedere al NPI, alla logopedista?

jewel
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Messaggio da jewel »

Dev'essere la logopedista a dire se si tratta di un DSL o altro. Ai miei gemelli è stata fatta uan diagnosi precisa di DSL e la logo per prima mi ha detto che in quetsi anni bisogna lavorare in un certo modo perchè qualora saltasse fuori un DSA loro arriverebbero alle elementari "preparati". Il DSA lo diagnostichi solo in 2 elementare, in alcuni casi (discalculia) in terza.
Cosa dice la logo?
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Messaggio da Fennec »

niente, che è piccolo.
il problema è che lui non è collaborativo con lei. non so se è perchè non gli piace la logopedia o la logopedista.
quando va a fare psicomotricità è felice, adora la terapista. ma con la logopedista è più dura. spesso entro pure io e lui non la ascolta proprio, si scoccia di ripetere le cose che lei gli chiede, vuole solo giocare.
settimana prossima abbiamo la visita di controllo del foniatra chiederò a lui maggiori dettagli.

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Fennec
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Messaggio da Fennec »

ho trovato in un forum questo, è uno stralcio di una conferenza di una dottoressa sul linguaggio. secondo me può essere utile per farsi un idea di un eventuale ritardo.


COMUNICAZIONE E LINGUAGGIO: LO SVILUPPO TIPICO


La comunicazione prevede, al di là delle questioni verbali, al di là quindi delle parole, sicuramente un’INTENZIONE (evidentemente il bambino deve aver voglia di parlare), un CONTENUTO (il bambino deve avere qualcosa di cui parlare), un DESTINATARIO (il bambino deve essere circondato da persone che lo attivano in questo senso) e un CONTESTO (una situazione all’interno della quale, divertendosi, lui abbia voglia di comunicare e di parlare).

All’interno di questo modello riconosciuto di comunicazione che cosa può fare la famiglia?
- Creare la motivazione nel bambino, farlo attivamente, creare il contesto giusto. Riprendiamo quindi e applichiamo punto per punto il modello appena presentato.
- Condividere. Un esempio: quando i genitori mi dicono: “Ma io gli dico: come si chiama questo? Che cos’è quest’altro?” evidentemente questo non è un modo per condividere, forse più per inquisire. Occorre ricordarsi che si parla insieme, si gioca insieme; che la comunicazione preverbale (caratteristica dello sviluppo tipico dei bambini piccoli) precede e favorisce quella verbale, quindi i genitori non solo non devono disconoscere la comunicazione non verbale, ma darle il giusto peso, visto che precede e favorisce il fenomeno che vedremo poi dell’esplosione del vocabolario.
- Fornire stimoli vuol dire essenzialmente giocare, non fare gli esercizi. So che sembra strano detto da un logopedista, ma in realtà il genitore è il primo comunicatore del bambino, se comunica bene tutto andrà per il verso giusto. Quindi è importantissimo per il genitore capire che deve divertirsi e deve far divertire il proprio bambino, che indica e parla, dice il nome delle cose ma senza mai sbilanciarsi a favore della parola piuttosto che di aspetti non legati alla parola. Fornire stimoli vuol dire giocare, soprattutto all’interno delle routines, che sono quelle di tutti i bambini e di tutte le famiglie, quindi il pasto, il lavarsi, uscire, preparare le cose.


vediamo quali sono le tappe dello sviluppo tipico.

Il primo anno
Sappiamo che nel corso del primo anno di vita si sviluppano:
- una prima comprensione, direi di tipo più macroscopico, del linguaggio;
- le basi della comunicazione (cioè competenza non verbale, prime competenze verbali).
- L’udito sensibile ai suoni della lingua madre (ho usato questo termine al posto di fonologia apposta perché ci si renda conto di quella che è poi l’indicazione successiva).

I genitori che possono fare durante il primo anno di vita?
- Parlare molto al bambino, ma indicando e nominando spesso le cose e lasciando tempo al bambino di cogliere questa relazione;
- soprattutto usare l’enfasi della voce: vuol dire parlare un po’ più lentamente, far percepire bene quali sono le zone di transizione delle consonanti e delle vocali e soprattutto qual è la melodia del parlato, in senso articolatorio e non vuol dire vezzeggiare, vuol dire usare canzoni, filastrocche, ecc.

Il secondo anno

Nel secondo anno di vita si sviluppano invece in maniera veramente importante:
- una comprensione sempre maggiore delle frasi
- la comunicazione gestuale
- il primo vocabolario (preceduto e facilitato dalla comunicazione gestuale): basti pensare che intorno ai 30 mesi abbiamo un fenomeno detto ‘esplosione del vocabolario’ proprio perché per il genitore che osserva è un evento molto importante.

Cosa possono fare i genitori in questo caso?
- Usare piccoli libri (non pensiate che sia precoce, tutt’altro). Motivare il bambino a seguire quello che voi spiegate del libro nominando e indicando delle parti specifiche è molto importante, sviluppa tutto il vocabolario in entrata e crea le basi giuste per il vocabolario in uscita.
- Rinforzare il linguaggio del bambino riformulandolo. Questo è un tipo di procedura a cui io tengo tantissimo e che indico a tutte le famiglie perché so che si tendono a fare interventi diretti, sulla base del concetto “Il bambino deve parlare per forza”, usando la cosiddetta correzione diretta: “Non si dice così”, “ascolta”, in casi limite addirittura “Hai sbagliato”, “senti che te lo dico io”. Sono tutti modi di fare che di fatto disincentivano nel bambino la comunicazione, mentre prendere quello che ha detto il bambino e riformularlo (mettiamo sia caduta una palla, il bambino ha detto “Bum!” e il genitore dice “Bum! Sì, è caduta, è caduta la palla”) fornisce al bambino il modello più corretto senza una correzione diretta.
- Fornire delle pause. Anche questo è importante. I genitori, nel dire “Parlo molto al bambino” si percepiscono quasi come degli altoparlanti che a ore a ore a ore nominano tutto quello che vedono. In realtà questo non consente al bambino di fruire di una pausa, di un momento di silenzio all’interno del quale poter prendere l’iniziativa di parola, che è un punto molto importante dello sviluppo comunicativo e linguistico.

Il terzo anno
Nel terzo anno di vita si sviluppano:
- una comprensione molto complessa (occorre tenere presente che la comprensione è un processo che dura molti anni nello sviluppo linguistico dei bambini);
- la capacità di produrre frasi (momento molto emozionante e motivante per i genitori);
- dal punto di vista della fonologia una maggior chiarezza nell’uso dei suoni della lingua.

In questo caso i genitori possono:
- commentare in diretta, un’altra procedura che è a carico del genitore: commentare quel che il bambino dice mentre gioca e non cercare di far parlare il bambino mentre gioca, perché l’importante è che possa associare determinate cose che fa ad un modello linguistico.
- Parlare di eventi passati e futuri, perché questo lo aiuterà nella comprensione e nella produzione delle forme del verbo e il poter cominciare a concepire delle storie che prevedono appunto un passato e un futuro.
- Espandere ciò che il bambino dice; riprendere le sue frasi ripetendole attaccandoci un pezzettino, dando un’informazione in più: questo permette al bambino di concepire una frase più evoluta.

Dal terzo anno in poi
Dal terzo anno di vita in poi la comprensione generale si sviluppa nel senso di capire meglio le storie, nella capacità di fare racconti sempre più complessi e nel perfezionare in maniera definitiva la produzione dei suoni della lingua madre.
Una cosa molto importante è relativa al fatto che in questo periodo l’uso del linguaggio è molto vivo e creativo, pieno di modi di dire, di metafore, di cose inventate dai bambini stessi se hanno piacere di parlare, e intorno ai cinque/sei anni si sviluppano i pre-requisiti linguistici all’apprendimento.
I genitori quindi per aiutare i loro bambini in questo periodo possono:
- raccontare e far raccontare in forma dialogica (ripeto, non come inquisitori che pongono domande, ma in forma di colloquio)
- fare giochi di parole che li aiuteranno poi per l’apprendimento (giochi con le rime e filastrocche).


A quelle famiglie che sono costrette per una serie di motivi ad affrontare un trattamento logopedico voglio invece ricordare che delegare è poco utile: pensare che il logopedista è quello che sa gli esercizi giusti, che sa che cosa fare non è un atteggiamento che aiuta il bambino, partecipare alla terapia è importante, ma soprattutto incoraggiare il bambino è indispensabile.

dduck
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Messaggio da dduck »

Io sto aspettando per recensione. Baci.

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Messaggio da sarahbdm »

http://www.aiditalia.org/

è il sito ufficiale dell'associazione italiana per la dislessia

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Re: libri, testi, siti

Messaggio da pinz »

http://www.ciaomaestra.com/2011/06/la-d ... menti.html

interessanti riepiloghi, da fornire anche alle maestre (eventualmente)
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Re: libri, testi, siti

Messaggio da galadriel_68 »

allora forse solo dovrei chiedervi
se del dolore acuto del mio respiro
io debba in quell'attimo gioire

perché non avere più dolore
sarebbe non aver più respiro.

(Dyla)

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Località: Chi canta nell'oscurità, rinnega la propria apprensione, ma non per questo vede più chiaro (Freud)

Re: libri, testi, siti

Messaggio da pinz »

segnalo questa nuova iniziativa della Erickson, utile anche per gli insegnanti:

http://sportellodsa.erickson.it/
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Robè
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Re: libri, testi, siti

Messaggio da Robè »


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Re: libri, testi, siti

Messaggio da galadriel_68 »

allora forse solo dovrei chiedervi
se del dolore acuto del mio respiro
io debba in quell'attimo gioire

perché non avere più dolore
sarebbe non aver più respiro.

(Dyla)

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Re: libri, testi, siti

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Sempre su Milano:
www.periplo.org

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