Sulla depressione post-partum

La depressione post parto è una malattia subdola e grave, ed è un malessere sempre più frequente e silenzioso tra le neomamme. Parlarne e prendere atto che esiste è importante! Perciò parliamone insieme, non vergognamoci, chiediamo aiuto, perché se ne può uscire, se ne deve uscire.

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xtina
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Messaggio da xtina »

Dorotea ha scritto:ragazze ho visto che le D&D hanno creato un nuovo forum sulla depressione post-partum
Che dite spostiamo la' questo post, e qui lasciamo solo un annuncio dell'esistenza del forum apposito?!
ciao
Xtina
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silvy71

Messaggio da silvy71 »

ok sono daccordo

Dorotea
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Messaggio da Dorotea »

anch'io sono daccordo

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vali
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Messaggio da vali »

Vi seguooooo.

giovanna.pellegrini0
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Messaggio da giovanna.pellegrini0 »

Care mamme!Come sono felice di avere letto le vostre lettere e finalmente capire che non sono la sola a dovere affrontare un problema grosso come la depressione e soprattutto a non dovermene vergognare!Io sono alla mia seconda gravidanza,la prima e' andata tutto bene non soffrivo ancora di depressione ma covavo problemi ancora piu' grandi che mi hanno portato inseguito ad avere vere e proprie dipendenze da sostanze stupefacenti ed alcool,potrete ben capire che per superare certe cose ho dovuto oltre il mio coraggio affidarmi ad una comunita' psicoterapeutica dove dopo quattro anni finalmente posso dire di avere ritrovato la vita!Purtroppo queste esperienze non hanno lasciato dei vuoti incredibili alla mia prima figlia ma sono dovuta recarmi in cura da una psichiatra che ormai mi segue da 5 anni sostenendomi con colloqui e framaci.Naturalmente lei era fortemente in disaccordo per la mia secoda gravidanza ma io non l'ho voluta ascoltare e un po' di testa mia mi sono sospesa i farmaci dal momento dell'ovulazione a tutt'oggi che sono quasi alla 29 sett. ho avuto momenti durissimi e li ho tuttora e quindi sono dovuta ricorrere a 8 gocce di EN prima di andare a dormire(premetto che sono 7 mesi che non dormo!).Adesso ho il problema di decidere se allattero' o meno la mia bambina,io lo vorrei tanto ma la mia psicologa non e' affatto d'accordo pensando che dovro' prendere degli antidepressivi.Io mi sono stampata tutta documentazione che htrovato nei vari siti cosi' magari la mia dottoressa potra' prenderne visione......
Un abbraccio forte a tutte le mamme e coraggio non perdiamoci mai d'animo che siamo piene di risorse!!
giovanna pellegrini

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mammacarla
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Messaggio da mammacarla »

salve sono una nuova mollista (da ieri) e, scorrendo tutti i fori ne ho trovati molti di mio interesse, ma questo.......qui mi sento a casa (che culo!!). ho sofferto, soffro e soffrirò di depressione, prima e dopo il parto, i pasti, il riposo notturno etc. sono quasi permanentemente in cura (zoloft), leggera, ma costante (eccetto durante la gravidanza). ho imparato a conviverci, a riconoscere le crisi di riacutizzazione, ma è pur sempre una brutta bestia, subdola, insidiosa che ti divora da dentro e distrugge i tuoi rapporti affettivi. va combattuta e battuta con qualsiasi mezzo e il primo passo è quello di identificarla: riconoscerla, ammetterla è la cosa di gran lunga più difficile perchè non ci piace ammettere di essere "pazzi" o "anormali" e perchè il dolore che provoca non è come il mal di denti.....gioca suoi sensi di colpa, fa leva sui valori, sull'autostima e ti annienta.
durante la gravidanza, iniziata il 24 marzo 2003, stavo davvero bene, per questo sostengo che la mia depressione fosse decisamente di origine ormonale. una gravidanza voluta, cercata per 1 anno e mezzo e ottenuta con l'aiuto dei farmaci, che è andata avanti liscia come l'olio, fino al 7° mese e mezzo; poi una crisi di ritenzione idrica, sono gonfiata come un rospo, e, nelle settimane successive la mia pancia non cresceva più di tanto. non sono riuscita a smettere di fumare, ne fumavo di meno, ma smettere del tutto.....la bimba è nata 15 gg prima, di 2050 g: uno scricciolino, tutta occhi, orecchie e piedi, soprannominata da subito lo gnomo. ho cominciato a piangere non appena l'hanno tirata fuori col TC ed ho continuato a farlo ogni volta che la vedevo chiusa nell'incubatrice dove è rimasta per 10gg. altri 10gg di degenza protetta durante i quali le sono stata vicina quasi 10 ore al giorno, stanca, con i punti che dolevano, sempre seduta su una sedia con la bimba in braccio: dovevo punirmi per non essere stata capace di proteggerla dalle mie debolezze. quando finalmente si torna a casa le cose non migliorano affatto. voglio bene alla mia bambina ma lei non ha la forza per succhiare dal seno o più semplicemente preferisce la comodità del bibe così sono costretta a tirare il latte e la mia vita diventa un inferno: prima attaccata alla bimba poi al tiralatte, mezz'ora di riposo e si ricomincia. non ne potevo più, cominciavo a nutrire rancore per la bimba perchè rifiutava il mio seno e mi costringeva a quell'odioso tour de force; odiavo l'invadenza dei suoceri, soprattutto di lei che, saccente, mi diceva che lei "sarebbe stata contenta di farlo per la piccolina", mentre io ero ridotta ad uno straccio e non potevo neanche uscire. avevo da tempo capito che c'ero caduta di nuovo ma comunque allattavo perciò non mi andava di prendere farmaci. al 3° mese il latte è diventato pochissimo, perciò ho deciso di smettere di allattare e di cominciare la cura. ho continuato a curarmi fino ad agosto 2005 quando ho scoperto di essere di nuovo incinta. durante tutto questo tempo i suoceri, che pure hanno dato un grande aiuto (anche economico) hanno continuato a pretendere di dettare legge su tutto, una profusione continua di consigli non richiesti e privi di qualsiasi vaolre pratico. la settimana scorsa, dopo l'ennesima osservazione fuori posto, me li sono divorati con tutti i panni (tanto io sono la povera pazza :twisted:), ho vuotato il sacco e adesso mi sento molto meglio, anche perchè loro, per adesso sembrano stare al loro posto. talvolta anche le condizioni al contorno possono acutizzareuna sofferenza che probabilmente ha origini ormonali. il nostro assetto biochimico ci rende vulnerabili perciò è necessario difendersi a spada tratta contro ogni possibile invasione. di fatto ce n'è già una imponente: quella del figlio che ti entra nella vita e te la assorbe completamente. lo sapevi che i figli chiedono tanto, ma non ti aspetti che sia così tanto.talvolta è difficile adattarsi soprattutto se sei uno spirito libero e magari abituato da tempo alla tua libertà.
quando non si ha voglia di occuparsi del proprio bimbo o si pensa di odiarlo o si desidera fargli del male , quando si sente la voglia di scappare via, quando ci si sveglia e il primo pensiero è "non ce la faccio più" oppure "se si sveglia prima di un'ora e si mette a strillare lo strozzo".......beh direi che è il caso di rivolgersi ad un medico, senza paura, senza vergogna perchè il prezzo che si paga in termini di sofferenza o che si rischia di pagare è veramente troppo grande se confrontato con il ridicolo senso di orgoglio che ci costringe a nasconderci dietro un dito. non ne vale la pena!

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lucky71
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Messaggio da lucky71 »

Posso aggiungere la mia esperienza anche se non si tratta propriamente di depressione post partum?
Marta è stata voluta, arrivata dopo due aborti, gravidanza perfetta a parte le mie ansie, nata a 37 settimane di 3600 gr per 51 cm.
L'ho allattata al seno fino a nove mesi, momento in cui ho sospeso bruscamente l'allattamento perchè ho cominciato ad avere dei disturbi.
Mi sembrava di avere qualche patologia cardiologica, il cuore che sobbalzava nel petto (extrasistole). la tachicardia con la sensazione che il cuore volesse saltarmi fuori dal petto, la pressione alta....un disastro.

Solo dopo tempo ho capico che tutti i sintomi che provavo erano puri attacchi d'ansia contornati da qualche bell'attacco di panico!
Ragazze non lo auguro a nessuno ma per me è stato debilitante.
Non riuscivo più a vivere serenamente, ad occuparmi di Marta con tranquillità, qualsiasi cosa mi procurava ansia.
Sono stata dal curante che mi ha prescritto un ansiolitico che non ho mai preso....a fine agosto sono partita per il mare e piano piano i sintomi si sono affievoliti e mi sembrava di aver ripreso in mano la mia vita.....fino al mio rientro al lavoro:
Lo stress della nuova situazione, la stanchezza, i problemi sul posto di lavoro.....ecco di nuovo gli attacchi d'ansia, la tachicardia, la paura di fare qualsiasi cosa e gli attacchi di panico.....mi sono decisa e mi sono rivolta ad una psiachiatra che mi ha fatto capire che la mia non era altro che depressione che aveva preso la via dei DAP, che sarebbe passato tutto, che dovevo avere fiducia in me stessa, gettare alle spalle le insicurezze che mi ero creata dentro e credere nelle mie capacità di madre, moglie e soprattutto donna.
Bè, nel giro di poche settimane e con la terapia adeguata mi sono sentita rinata. Ho preso lo Zoloft 50 mg die associato ad un ansiolitico ed ho sospeso momentaneamente la terapia perchè sono incinta del mio secondo bambino.
So che potrò riprendere la terapia se dovessi stare male, so che posso contare su un bravo medico che mi saprà aiutare ma so soprattutto che devo avere fiducia nelle mie capacità e risorse che sono molte....ma in quei momenti il buio fa da padrone ed è difficile credere che si possa stare meglio!!!!

Belle questo topic. Non volevo leggerlo per non farmi suggestionare ma ho fatto bene....farò tesoro anche delle vostre esperienze e se mai mi dovessi trovare di nuovo nel tunnel, so che ci sono delle amiche virtuali che, con la loro esperienza, sapranno darmi una buona parola!!!!
Elena, Marta (20/11/2004) e Sofia (5/5/2007)

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taomarg
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Messaggio da taomarg »

vi scrivo per condividere la mia esperienza. io ho avuto matilde nel torrido agosto 2003, gravidanza e parto perfetti, poi due mesi in campagna per sfuggire al caldo opprimente di milano. eravamo solo io e mio marito, i nonni tutti in vacanza, gli amici pure. io anche avevo voglia di pace e isolamento, senza capire che invece, soprattutto con il primo figlio, questa è una situazione che genera stress alto, incapacità di valutare davvero la situazione. matilde era la prima neonata che vedevo in vita mia, ero ansiosa, mi sentivo totalmente inadeguata. leggevo libri sui bambini tutto il giorno, e pure ho fatto tutti gli errori che si possono fare con un neonato. allattavo a richiesta a tutte le ore, senza nessuna regola, spostavo continuamente la bambina, nel goffo tentativo di farla smetter di piangere. fuori, dentro, lettino, sdraietta, passeggino, marsupio, quella poveretta non ha mai avuto un momento di tranquillità, l'allattavo di continuo, la cambiavo di continuo, la spostavo di continuo. la baciavo e le gridavo smettila. forse lei era anche una bimba + sensibile e con colichette e difficoltà a dormire, ma chi può dirlo, sottoposta ad una routine simile??
dopo due mesi sono tornata a milano, mia mamma veniva 2 pomeriggi a settimana, io ero passata ad uno stato opposto: volevo "far vedere" la mia bambina a tutti, e così eravamo sempre in giro, io sempre nervosa perchè spaventata dai suoi pianti, dalla sua anarchia. in + era seguita da una pediatra assolutamente incapace, una che ti rifila solo una fotocopia con le cose da fare e via. ad un certo punto mi sono accorta che la bambina per me era solo una "cosa da fare", dovevo dimostrare a tutti quanto era carina, ma io nel profondo del cuore non l'ascoltavo, non me ne occupavo davvero, anzi forse dentro di me non la sopportavo, l'associavo solo a notti in bianco, difficoltà, evidente incapacità mia. il vecchio pediatra di mio marito mi ha un po' aiutata, quantomeno a mettere ordine nella vita di matilde. abbiamo iniziato a dare degli orari alle poppate (se mangia ogni ora avrà sempre maldipancia e mai un senso di sazietà), alla nanna. io per mesi ho continuato ad aspettare l'arrivo di una nonna od una tata come una liberazione, e scappare quasi di casa, sentendomi poi una stronza colossale verso quella bimba, che chiedeva solo una mamma e un abbraccio sincero.
poi ho passato 6 mesi riempiti fino allo spasimo di cose da fare, casa nuova, matrimonio. e una nuova gravidanza. non cercata, nemmeno evitata.
anche questa passa benissimo, parto compreso. quando nasce matteo, l'aver capito un po' tutti gli errori fatti con matilde, mi ha resa + sicura. avevo già pensato che se mi fossi ritrovata a frignare ore con il bimbo in braccio sarei andata a parlarne con qualcuno, questa volta. e anche questo mi ha rassicurata. ho iniziato in ospedale, solo i nonni un salutino e basta, niente viavai di gente che dice la sua su come/cosa fare, me ne sono stata 3 giorni tranquilla con il mio bambino, litigando anche con un'ostetrica ossessionata dall'allattamento che mi sgridava perchè non allattavo ancora anche matilde (16 mesi). matteo ha preso da subito il mio latte ma con gli orari, avevo un'altra bimba piccola con la sua routine e sarebbe stato matteo ad adattarsi. anche se tutti in ospedale mi guardavano storta, dicendomi che non si fa + così che adesso i bambini bisogna lasciarli liberi e allattarli quando e come vogliono.
poi il piccolo stava tranquillo in camera mia nel lettino, una vita di latte e nanna. era inverno e anche i giretti i primi tempi sono stati scarsi, visto il freddo e lo smog. non so se fosse il bimbo + tranquillo di suo, o l'insieme di cose tra cui una mamma + sicura. però devo dire che teo mangiava e dormiva.
io mi sono scoperta (e accettata) una persona lenta nell'innamorarmi dei miei bambini, ho bisogno che comunichino in qualche modo e il neonato nei primi 3 mesi continua a mettermi un po' d'ansia, mi sembra un alieno chiuso nel suo mondo e nemmeno tanto felice di essere nel nostro. il mio carattere un po' impaziente, insofferente, non cambia con la nascita dei bambini. ecco forse bisogna capire che un neonato non ti cambia, non è vero che ci si trasforma magicamente in quello che non si è, e se uno aggiunge la molta stanchezza fisica ecco che molti lati del nostro carattere ne escono ancora + rafforzati. e non bisogna vergognarsene. ecco io combatto molto contro questa visione tramandata da tutti della "mamma radiosa", anche al di la' delle depressioni vere e proprie, questo dover essere sempre "felici". io adesso ho due bimbi, ne aspetto anche un altro molto cercato, e dico senza problemi che per me è necessario avere delle ore solo mie, di lavoro ma anche di altro, e per questo giro tutto il mio stipendio ad una babysitter che mi aiuti, che certi giorni i bambini non li reggo, che i neonati continuano a non illanguidirmi mentre oramai sono innamorata persa dei primi due, che a volte i bambini sanno esasperarmi come non mai, che vorrei essere una mamma sempre calma e invece spesso ho sonno o sono sversa e grido per casa con mio marito che ride, che non sempre ho voglia di passare il pomeriggio a fare il didò. insomma ho smesso di sentirmi in colpa di fronte al mondo. ad esempio a me non piace affatto allattare, credo sia il sentirmi troppo legata, non poter delegare a nessuno questo compito per mesi. però sono convinta che per il bimbo sia la cosa migliore. quando matteo aveva un mese mi è capitata un'occasione di lavoro ottima, part time, perfetta. non sono mai riuscita a tirarmi il latte, invidiando segretamente tutte quelle mie amiche con il freezer pieno di porzioncine di latte. la pediatra mi ha detto: signora una mamma serena è il miglior toccasana per i suoi figli, gli dia un bibe al giorno di artificiale. e ricordando la sofferenza con la prima figlia, così ho fatto e matteo è sempre cresciuto forte, sereno, tranquillo. e la frase di quella pediatra me la sono stampata in testa. matteo a tre mesi ha iniziato a prendere un secondo bibe di latte artificiale a mezzanotte, mio marito si sentiva finalmente coinvolto ed era felice, io dormivo filato fino alle 4 e ho retto molto meglio la stanchezza. insomma credo che si debba parlare francamente alle mamme, cosa che non fa nessuno, mai. di fronte a vere e proprie depressioni offrire aiuto medico, ma anche eliminare questa visione idilliaca e falsa del fare la mamma. una volta smontata, si sente molto meno il peso delle aspettative degli altri, si ragiona con la propria testa, tenendo conto di come si è. e si diventa davvero "mamme", ognuna a modo suo.
un bacio a tutte!

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taomarg
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Messaggio da taomarg »

vi scrivo per condividere la mia esperienza. io ho avuto matilde nel torrido agosto 2003, gravidanza e parto perfetti, poi due mesi in campagna per sfuggire al caldo opprimente di milano. eravamo solo io e mio marito, i nonni tutti in vacanza, gli amici pure. io anche avevo voglia di pace e isolamento, senza capire che invece, soprattutto con il primo figlio, questa è una situazione che genera stress alto, incapacità di valutare davvero la situazione. matilde era la prima neonata che vedevo in vita mia, ero ansiosa, mi sentivo totalmente inadeguata. leggevo libri sui bambini tutto il giorno, e pure ho fatto tutti gli errori che si possono fare con un neonato. allattavo a richiesta a tutte le ore, senza nessuna regola, spostavo continuamente la bambina, nel goffo tentativo di farla smetter di piangere. fuori, dentro, lettino, sdraietta, passeggino, marsupio, quella poveretta non ha mai avuto un momento di tranquillità, l'allattavo di continuo, la cambiavo di continuo, la spostavo di continuo. la baciavo e le gridavo smettila. forse lei era anche una bimba + sensibile e con colichette e difficoltà a dormire, ma chi può dirlo, sottoposta ad una routine simile??
dopo due mesi sono tornata a milano, mia mamma veniva 2 pomeriggi a settimana, io ero passata ad uno stato opposto: volevo "far vedere" la mia bambina a tutti, e così eravamo sempre in giro, io sempre nervosa perchè spaventata dai suoi pianti, dalla sua anarchia. in + era seguita da una pediatra assolutamente incapace, una che ti rifila solo una fotocopia con le cose da fare e via. ad un certo punto mi sono accorta che la bambina per me era solo una "cosa da fare", dovevo dimostrare a tutti quanto era carina, ma io nel profondo del cuore non l'ascoltavo, non me ne occupavo davvero, anzi forse dentro di me non la sopportavo, l'associavo solo a notti in bianco, difficoltà, evidente incapacità mia. il vecchio pediatra di mio marito mi ha un po' aiutata, quantomeno a mettere ordine nella vita di matilde. abbiamo iniziato a dare degli orari alle poppate (se mangia ogni ora avrà sempre maldipancia e mai un senso di sazietà), alla nanna. io per mesi ho continuato ad aspettare l'arrivo di una nonna od una tata come una liberazione, e scappare quasi di casa, sentendomi poi una stronza colossale verso quella bimba, che chiedeva solo una mamma e un abbraccio sincero.
poi ho passato 6 mesi riempiti fino allo spasimo di cose da fare, casa nuova, matrimonio. e una nuova gravidanza. non cercata, nemmeno evitata.
anche questa passa benissimo, parto compreso. quando nasce matteo, l'aver capito un po' tutti gli errori fatti con matilde, mi ha resa + sicura. avevo già pensato che se mi fossi ritrovata a frignare ore con il bimbo in braccio sarei andata a parlarne con qualcuno, questa volta. e anche questo mi ha rassicurata. ho iniziato in ospedale, solo i nonni un salutino e basta, niente viavai di gente che dice la sua su come/cosa fare, me ne sono stata 3 giorni tranquilla con il mio bambino, litigando anche con un'ostetrica ossessionata dall'allattamento che mi sgridava perchè non allattavo ancora anche matilde (16 mesi). matteo ha preso da subito il mio latte ma con gli orari, avevo un'altra bimba piccola con la sua routine e sarebbe stato matteo ad adattarsi. anche se tutti in ospedale mi guardavano storta, dicendomi che non si fa + così che adesso i bambini bisogna lasciarli liberi e allattarli quando e come vogliono.
poi il piccolo stava tranquillo in camera mia nel lettino, una vita di latte e nanna. era inverno e anche i giretti i primi tempi sono stati scarsi, visto il freddo e lo smog. non so se fosse il bimbo + tranquillo di suo, o l'insieme di cose tra cui una mamma + sicura. però devo dire che teo mangiava e dormiva.
io mi sono scoperta (e accettata) una persona lenta nell'innamorarmi dei miei bambini, ho bisogno che comunichino in qualche modo e il neonato nei primi 3 mesi continua a mettermi un po' d'ansia, mi sembra un alieno chiuso nel suo mondo e nemmeno tanto felice di essere nel nostro. il mio carattere un po' impaziente, insofferente, non cambia con la nascita dei bambini. ecco forse bisogna capire che un neonato non ti cambia, non è vero che ci si trasforma magicamente in quello che non si è, e se uno aggiunge la molta stanchezza fisica ecco che molti lati del nostro carattere ne escono ancora + rafforzati. e non bisogna vergognarsene. ecco io combatto molto contro questa visione tramandata da tutti della "mamma radiosa", anche al di la' delle depressioni vere e proprie, questo dover essere sempre "felici". io adesso ho due bimbi, ne aspetto anche un altro molto cercato, e dico senza problemi che per me è necessario avere delle ore solo mie, di lavoro ma anche di altro, e per questo giro tutto il mio stipendio ad una babysitter che mi aiuti, che certi giorni i bambini non li reggo, che i neonati continuano a non illanguidirmi mentre oramai sono innamorata persa dei primi due, che a volte i bambini sanno esasperarmi come non mai, che vorrei essere una mamma sempre calma e invece spesso ho sonno o sono sversa e grido per casa con mio marito che ride, che non sempre ho voglia di passare il pomeriggio a fare il didò. insomma ho smesso di sentirmi in colpa di fronte al mondo. ad esempio a me non piace affatto allattare, credo sia il sentirmi troppo legata, non poter delegare a nessuno questo compito per mesi. però sono convinta che per il bimbo sia la cosa migliore. quando matteo aveva un mese mi è capitata un'occasione di lavoro ottima, part time, perfetta. non sono mai riuscita a tirarmi il latte, invidiando segretamente tutte quelle mie amiche con il freezer pieno di porzioncine di latte. la pediatra mi ha detto: signora una mamma serena è il miglior toccasana per i suoi figli, gli dia un bibe al giorno di artificiale. e ricordando la sofferenza con la prima figlia, così ho fatto e matteo è sempre cresciuto forte, sereno, tranquillo. e la frase di quella pediatra me la sono stampata in testa. matteo a tre mesi ha iniziato a prendere un secondo bibe di latte artificiale a mezzanotte, mio marito si sentiva finalmente coinvolto ed era felice, io dormivo filato fino alle 4 e ho retto molto meglio la stanchezza. insomma credo che si debba parlare francamente alle mamme, cosa che non fa nessuno, mai. di fronte a vere e proprie depressioni offrire aiuto medico, ma anche eliminare questa visione idilliaca e falsa del fare la mamma. una volta smontata, si sente molto meno il peso delle aspettative degli altri, si ragiona con la propria testa, tenendo conto di come si è. e si diventa davvero "mamme", ognuna a modo suo.
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sarahbdm
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Messaggio da sarahbdm »

Hai detto una cosa molto bella e giusta: sei una mamma che ha impiegato più tempo a innamorarsi dei suoi figli.

Credo sia un'esperienza che accomuna tutte noi che abbiamo sofferto di DPP, una cosa per cui in effetti molti ti guardano storto, perché dei tuoi figli dovresti innamorarti a prima vista. Beh, io ho costruito il rapporto con i miei due bambini giorno per giorno, a fatica, con momenti di rifiuto totale. Ma le cose costruite a fatica non sono anche le più belle?
Sarah

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crisss
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Messaggio da crisss »

Ma la dpp può venire anche a distanza di mesi? Mi sa che ci sono cascata un'altra volta.
Non so se è depressione o stanchezza, ma mi sento i nervi a fior di pelle, ho voglia di spaccare tutto e di strillare.
Mi sento una strega, è pure la notte giusta.
Non ce la faccio più, la notte dormo poco, torno da lavoro e di corsa a prendere le bimbe. Che sono stanche e piangono e fanno capricci e non mangiano.
Non so mai da che parte iniziare, se hanno più sonno, o più fame, o più voglia di essere figlia unica. E io non ce la faccio e poi strillo e sbatto le cose per non sbattere loro al muro, anzi che finora non ho rotto niente.
E mio marito torna tardi e mi dice che mi aiuta la notte ma le bimbe si svegliano tante volte e non ce la fa neanche lui.
E adesso che si sono addormentate io non riesco più a dormire e piango.
Pensavo di avere superato abbastanza bene la fase neonatale, senza uno stress eccessivo e invece mi ci sono ritrovata dentro.
Ma forse sono solo tanto stanca e questo non è il posto giusto per scrivere.
Scusate...

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meli
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Messaggio da meli »

Cristina, anche io mi sono fatta la tua stessa domanda tante volte perchè ho davvero il terrore di ricascarci, anche se per ora non ci sono i sintomi. Da qualche parte ho letto che può comparire entro i dodici mesi successivi al parto, ma generalmente fra il secondo e il terzo mese e immagino che le cause ormonali non c'entrino più niente.
Comunque nel caso tuo penserei più ad un piccolo (grande dal tuo punto di vista!) esaurimento, dovuto ad una vita effettivamente molto stancante e da insonne come te so esattamente cosa significa non dormire la notte e avere a che fare di giorno con lavoro/casa/bambini nervosi.
Immagino che tu non possa prendere sonniferi perchè se poi vieni svegliata dalle bambine a metà notte, magari più volte, l'effetto è anche peggiore, rimani rimbambita tutto il giorno.
Però magari potresti prendere qualcosa e lasciare per una notte le bambine a tuo marito o a chiunque altro possa aiutarti e tu vai in un'altra stanza (con i tappi!), giusto per recuperare un po' di energie.
Non so se Valentina prende ancora il latte la notte, se così fosse è ora di provare a farglielo saltare; lo dico perchè anche io mi devo decidere a farlo con Matteo, so che dopo i primissimi mesi non è più una reale esigenza per loro e se si soffre di insonnia la prima soluzione è quella di eliminare motivi di risveglio.
Dai, ormai lo sappiamo bene, è un circolo vizioso: meno dormi-meno dormirai, più sei nervosa e più si innervosiscono le bambine e fanno stancare te ecc.
Devi spezzare la catena!
MI raccomando, non buttarti giù, altrimenti la depressione arriva davvero!
Un bacio forte,
Stefania

crisss
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Messaggio da crisss »

Grazie Stefania!
Oggi mi sento un pochino meglio, ho dormito un po' di più ma sono debolissima. Forse è anche un po' di influenza che per fortuna, o sfortuna, rimane allo stato latente.
Valentina mangia ancora 2 volte a notte ma non ci riesco a farle saltare le poppate, perché poi non dorme più o si sveglia dopo mezz'ora o un'ora. Ci ho provato 2 settimane fa e subito dopo le è venuta la febbre alta e bronchite. Non mi sento di riprovarci....
Il fatto è che non sono solo le poppate, dormono proprio poco e si svegliano continuamente.
Per fortuna adesso non soffro più tanto d'insonnia e riesco ad addormentarmi quasi sempre.
Però siamo alla frutta tutti e due, è un periodaccio anche per mio marito che lavora la sera fino a tardi e spesso nei we.
Anche oggi è a lavoro, per fortuna che sono venuti i miei e mi riposo un po'. Sono stati via 2 settimane ed ho avuto pochi aiuti, si è ammalata anche mia suocera, Vale con la bronchite... sarà anche questo.
Speriamo che sia solo un momento passeggero.
Però non ce la faccio proprio a parlare di questi miei problemi, mi vergogno.... :?
Curioso perché poi scrivere qui è come urlare a tutto il mondo....

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meli
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Messaggio da meli »

crisss ha scritto:Curioso perché poi scrivere qui è come urlare a tutto il mondo....
A chi lo dici! Della depressione dopo la nascita di Nicolò l'ha saputo ovviamente mio marito e poi in modo diretto solo mia madre perchè le sono scoppiata a piangere in faccia, anche se immagino che poi lei abbia diffuso la notizia ai miei fratelli. Le mie amiche più care forse l'hanno sospettato, ma neanche ne sono sicura perchè non mi sono venute a trovare molto e io fingevo bene.
Che ci sarà poi da vergognarsi? E' una malattia, come il raffreddore...
Ah, a proposito di nottatacce, ieri Matteo ha fatto il primo vaccino (ora si fa, o meglio consigliano di fare, esavalente e anti-pneumococco insieme, giusto per bombardare quei poveri corpicini!)...non ti dico quante volte si è svegliato, sono uno straccio!

pampu
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Messaggio da pampu »

Ciao,
sono prima volta uso il chat italiano...sono straniera e vorrei parlare con qualcuno della depressione post-partum...
se c'e qualcuno ancora online (visto che i messaggi sono dal 2004)...lasciate perfavore il messaggio....

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