In tempi di Coronavirus viviamo giorni che ci mettono a dura prova, giorni che vedono le nostre routine e abitudini quotidiane completamente trasformate o meglio rivisitate.
Con grande impegno e fatica e nel giro di poco tempo, ognuno di noi ha dovuto pensare ad una nuova organizzazione.

Babywearing letteralmente significa indossare il bambino. E’ una pratica che consente di portare i bambini avvolgendoli al proprio corpo, pelle a pelle con idonei supporti: siano essi fasce, marsupi, etc.
Quindi altro non è che una modalità di accudimento che sostiene i bisogni fisiologici dei propri bambini.

Partiamo da una domanda: i papà ci sono e, soprattutto, vogliono esserci?

Il post partum, che inizia nelle prime ore successive al parto, è davvero un periodo piuttosto delicato caratterizzato da importanti cambiamenti fisici, ormonali e sociali e in particolar modo, dà vita alla relazione tra madre e neonato.

Nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito ad un radicale cambiamento inerente l’idea e il concetto di Paternità. Come si può definire la paternità e cosa implica il fare, il sentirsi e l’essere padre?

"Lo tieni sempre in braccio? Se non lo abitui a stare giù, non imparerà mai!"

"Dorme tutta la notte? Ma dorme con voi nel lettone?"

"Ma è sempre attaccato al seno? Dovrà pur abituarsi ad altri metodi di consolazione!"

"Non lo fai mai piangere! Appena fa "Uè" lo prendi in braccio o lo attacchi al seno."

"Ma quando pensi di togliergli questi vizi?"
 

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