La bella stagione, purtroppo, non è proprio il pezzo forte di questa parte della Svizzera, ed è un grande peccato perchè Zurigo col sole è uno spettacolo che, onestamente, toglie il fiato. Proprio per la risorsa scarsa che é, ogni raggio di sole è accolto con grande prontezza ed entusiasmo.

Già dall’inizio della primavera i locali si attrezzano subito con sedie e tavolini all’aperto, pronti per essere utilizzati al primo tiepido sole. Ogni occasione (meteorologica) è buona per vivere il meglio della giornata all’aperto e da quando vivo qui ho davvero imparato anche io a cogliere l’attimo: in alcuni momenti propizi anche impegni diversi possono essere rinviati pur di godere di un po’ di tepore e cielo azzurro!

Da qualche giorno anche qui sembra arrivata l’estate, pure un po’ “africana” in verità, così i bellissimi parchi, le numerose piscine all’aperto e i famosi “Badi” i bagni sul lago e sul fiume, che vengono aperti solo per la stagione estiva (maggio-settembre), sono letteralmente presi d’assalto.

Ma c’è un’altra usanza, un po’ particolare, che d’estate coinvolge i più piccoli e che a me pare sempre alquanto bizzarra: il bagno nelle “fontane”. In diversi parchi di grandi dimensioni ci sono delle fontane molto grandi e facilmente accessibili che vengono utilizzate per far giocare e rinfrescare i bambini, visto che da queste parti i giochi con l’acqua sono considerati sacri (e non solo quando fa caldo, in verità!!!).

Proprio in questi giorni, grazie ad un paio di uscite della classe di mio figlio proprio con destinazione “parco e giochi d’acqua”, ho scoperto il nome tedesco specifico di quella che io definivo semplicemente fontana e che invece è uno “Planschbecken”: tradotto letteralmente "SGUAZZATOIO" ;-) !!!

 

(La foto è di un piccolo nudista, ormai un paio di anni fa, molto impegnato con gli spruzzi ;-))

Ritratto di Carlotta G

Posted by Carlotta G

Da sempre curiosa di altre culture e abitudini, mamma espatriata con famiglia a Zurigo dal (quasi) lontano 2013. Blogger a tempo perso, studentessa suo malgrado di lingua teutonica e insegnante di Yoga, dove finalmente è solo se stessa e prova ogni tanto a indicare anche agli altri la possibilità di essere solo se stessi.
Da secoli si ripromette di scrivere un libro, forse, prima o poi. Non sullo yoga, ma sulla capacità di "vivere altrove". Intanto scrivo della mia vita a nord delle Alpi anche sul mio blog personale La vita a modo mio 

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