Un figlio a tutti i costi

Quando una coppia decide di avere un figlio, non sempre le cose vanno lisce fin da subito. Questa scelta infatti, può trasformarsi in una strada in salita, un percorso ad ostacoli, e una delle problematiche che si riscontra con maggiore frequenza, 

rispetto alla condizione di genitorialità, riguarda, in alcuni casi, il conflitto fra il desiderio di avere un figlio e i numerosi tentativi di concepimento che non riescono ad avere successo.

Quando qualcosa non va nella capacità riproduttiva della coppia, la voglia di maternità può diventare nel tempo una vera e propria forma di ossessione, che domina totalmente la mente della donna fino a diventare la sua vera ed unica ragione di vita.
Spesso, in queste circostanze, vengono poi messi in atto, da parte di quest’ultima, alcuni tentativi fallimentari di soluzione del problema, che finiscono tuttavia per esasperarlo ulteriormente.

Eccone di seguito alcuni:

- parlare unicamente di figli, guardando con invidia le altre coppie con prole o le donne con il pancione, e lamentandosi in continuazione con frasi del tipo: «Vedi che tutti ci riescono e noi no!», «Gli altri sono fortunati, noi invece ci proviamo, ma non funziona». Parlare delle proprie angosce riguardanti la maternità diventa allora, per utilizzare un’immagine metaforica, «come innaffiare con un fertilizzante speciale una pianta, facendola crescere a dismisura», inoltre, dal confronto con gli altri, potrebbero sorgere continuamente nuove preoccupazioni e inquietudini, rendendo il problema sempre più pervasivo e invalidante.

- vivere i rapporti sessuali in maniera svilente e «meccanica»: l’unico scopo dell’intimità, all’interno della coppia, diventa quello di procreare e non importa se questo manda in crisi il partner. Quest’ultimo infatti, spesso lamenta di sentirsi usato alla stregua di una vera e propria «macchina per fare figli»; il rapporto sessuale inoltre, viene vissuto come freddo e monotono, completamente privo di qualsiasi forma di passione o di coinvolgimento sentimentale.

- utilizzare dei metodi che permettano di prevedere i giorni fertili o eseguire continue ecografie per verificare lo stato dell’ovulazione. La sessualità, in questi casi, diventa quasi una forma di dovere da eseguire a tutti i costi quando si presentano le condizioni ottimali e non un incontro piacevole da condividere tra i partner quando ne sentono effettivamente il desiderio.

Inutile dirlo, più la donna insiste in questa direzione, più è probabile che i tentativi di concepire un figlio risultino infruttuosi. Spesso infatti, basta sbloccare queste tentate soluzioni disfunzionali per sbloccare completamente la situazione. Quando, come terapeuta, mi trovo pertanto di fronte ad alcune di queste dinamiche, cerco sempre, innanzitutto, di far comprendere alla coppia come più ci si sforzi volontariamente in una determinata direzione e più è probabile che si comprometta il risultato.

Trasformando la sessualità in qualcosa di puramente meccanico e ripetitivo, si rischia infatti di privarla di tutte le sue componenti fondamentali: l’erotismo, la fantasia e la ricerca del piacere reciproco, tutti ingredienti indispensabili a favorire la fertilità.

Purtroppo, al giorno d’oggi, i progressi fatti in campo medico hanno portato all’utilizzo di svariate soluzioni strumentali ed asettiche per far fronte a questo problema, le quali tuttavia spesso conducono non solo al fallimento, ma anche a fratture insanabili all’interno della coppia.

In tutti questi casi, diventa allora indispensabile persuadere i partner ad evitare di mettere in atto qualunque cosa possa andare contro alla naturalità degli eventi, a meno che non siano state effettivamente diagnosticate delle disfunzioni nella capacità riproduttiva di uno dei due.

Articolo della Dott.ssa Chiara Ratto, psicologa e psicoterapeuta

 

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