Ho sempre pensato che si diventa mamme quando compaiono le due lineette sul test di gravidanza. Per me è stato un pomeriggio di giugno di quasi due anni fa. Nell'euforia della scoperta, ho selezionato i nomi, da bambina e da bambino, ho scelto persino padrino e madrina. Poi è successo l'imprevedibile.

Oggetto sconosciutoPer prima cosa, il giorno successivo alla scoperta, sono andata dal mio ginecologo di strafiducia. E lui non ha visto niente. I nomi non servivano più, il padrino e la madrina nemmeno. Poteva trattarsi di una gravidanza extrauterina o chissà.  Poi ci sono stati gli esami delle betahcg che sono salite, parecchio, in  soli due giorni.
Un buon segno.
E alla visita successiva, dopo una settimana, finalmente c'era quel puntino.

Ok, di nuovo all'elenco dei nomi a pensare come allestire una mini nursery in una mini casa, a pensare che il contratto di lavoro sarebbe scaduto di lì a pochi mesi e bon.
E poi è successo qualcosa di ancora più imprevedibile. La prima volta che siamo andati dal ginecologo, io e il futuro papà, insieme.  Quando, sorridendo, il medico ha detto: "Ma sono due!", io sono scoppiata a ridere di una risata isterica mentre papà è rimasto pietrificato, con un'espressione che non dimenticherò mai.  

Non l'avrei mai immaginato. Ho scoperto, poi, di tante mamme che si sono presentate alla prima ecografia terrorizzate o speranzose chiedendo al medico: "E' proprio sicuro che sia uno solo?". Io non ci avevo mai minimamente pensato. Ero preoccupata che non ce ne fosse neanche uno di bambino, figuriamoci due. Di lì in poi è iniziata l'avventura, quella che capita, più o meno ad una mamma su 80.
Il mio medico, saggiamente, mi ha messo in guardia: "Quella gemellare è una gravidanza più a rischio delle altre. Nei primi tempi c'è la possibilità che un feto sia riassorbito e sparisca". E' il fenomeno del vanishing twin. 
Mi ha annunciato visite ed ecografie più frequenti per tenere d'occhio la gravidanza dizigotica (due gemelli "diversi") bicoriale (con due placente) biamniotica (in due sacche distinte). 

Una futura mamma di gemelli è diversa dalle altre future mamme, fin da subito. Le toccano più ecografie, il doppio delle ansie, il doppio delle misurazioni di femori, circonferenze craniche, lunghezze e tutto quello che concerne il normale sviluppo del feto. Riceve più sguardi compassionevoli da parte di ginecologi e ostetriche. La sua pancia cresce velocemente e molto più delle altre. Rischia molte più smagliature e più complicazioni. Deve comprare i vestiti pre-maman quando le altre indossano ancora i leggins. Sa che, nel suo caso, è aumentato il rischio di aborto e il rischio di parto pre-termine.

Talvolta la futura mamma di gemelli trova, all’interno della famiglia, qualcuno che ha avuto la stessa esperienza: è vero che c’è una certa familiarità di casi di gravidanze gemellari. E poi ci sono le mamme che più di un figlio in un solo fagotto lo mettono in conto sottoponendosi ai percorsi di fecondazione assistita. Per me, invece, è stata una  sorpresa gigante. 

Per di più, essendo figlia unica, non ho mai avuto neanche l’esperienza del rapporto tra fratelli/sorelle. E così, con grande curiosità, ho iniziato ad aspettare i twins. Ancora oggi, quando capita che mi lamento per la fatica o racconto le peripezie di casa e qualcuno mi dice: “Beh ma te la sei voluta”.
Rispondo senza vergogna: “Io un figlio lo volevo, ma due insieme mi sono arrivati per caso!”.
E sono la cosa migliore che mi sia capitata nella vita.
Ma anche la più difficile. 

 

 

Ritratto di Erica Asselle

Posted by Erica Asselle

Giornalista e mamma di due gemelli, maschio e femmina, nati a febbraio del 2013. Vivo e racconto gioie e dolori di essere diventata all'improvviso una supermamma, senza superpoteri

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