La problematica che voglio affrontare in questo articolo è senza dubbio una delle più importanti conseguenze di quella che è stata l’evoluzione della donna nella società. Se infatti, fino a qualche anno fa, le donne non dovevano scegliere tra lavoro e famiglia, poiché il mondo aveva già scelto per loro, oggi prendere una decisione diventa necessario: ogni futura mamma è chiamata a valutare se mettere a rischio la propria carriera professionale, e quindi la possibilità di svolgere un lavoro appagante e remunerativo, oppure assecondare il proprio desiderio di maternità. Questo può procurare sicuramente delle crisi profonde e generare, nella donna, tutta una serie di comportamenti difensivi, dettati dalla paura di rinunciare a se stessa ed alle proprie aspirazioni personali, eccone alcuni esempi:

-   per non rischiare di provare il desiderio di avere un figlio, la donna potrebbe iniziare ad evitare il contatto con i bambini delle amiche, le uscite insieme a coppie con figli ecc.

-   potrebbe ironizzare e prendere in giro continuamente la vita di tutti quei neogenitori che, non si sa come, riescano a provare piacere a cambiare pannolini o a passare intere notti in bianco;

-   nella speranza di riuscire ad anestetizzare il proprio desiderio di maternità, potrebbe iniziare a profondere un sempre maggiore impegno sul lavoro.

Queste donne spesso si rendono conto che vorrebbero un figlio, ma sono troppo spaventate dal futuro ed hanno molta paura di buttarsi in questa nuova avventura. Una buona soluzione tuttavia, potrebbe essere quella di evitare di rispondere ai propri dubbi e di affrontare un passo alla volta, focalizzando la mente sul primo ostacolo, poi sul secondo e così via, in modo da rendere il cambiamento meno spaventoso e comprendere meglio come sia possibile riuscire ad organizzarsi ed a conciliare entrambi gli aspetti, lavoro e famiglia.

Del resto, come affermava Sarah Jessica Parker in un famoso film del 2011, Ma come fa a far tutto?: «La testa di una donna che lavora è come la torre di controllo di un aeroporto». È  come se la mente delle donne fosse «programmata» per riuscire a gestire più cose contemporaneamente, quelle professionalmente vincenti dunque, non sono le donne che rinunciano totalmente alla maternità, ma quelle che riescono a vivere questa fase della vita parallelamente ai propri obiettivi lavorativi.

Indubbiamente, affrontare i mutamenti fisici e psicologici che una nuova gravidanza comporta pone le future mamme lavoratrici a confrontarsi con molteplici sfide, ecco allora alcuni semplici consigli per riuscire ad affrontarle al meglio:

·     cercate di non sovraffaticarvi ed adottate alcuni trucchi per sopravvivere alla giornata lavorativa, come ad esempio, andare a letto alla sera almeno un’ora prima del solito, mangiare cibi sani e, se non ci sono controindicazioni, fare dell’attività fisica

·     prendetevi cura della vostra immagine: continuate ad occuparvi di voi stesse e del vostro corpo, truccatevi, andate dal parrucchiere o dall’estetista, e fate shopping!

·     evitate di chiedere troppe informazioni/rassicurazioni, poiché questi comportamenti, agiti all’estremo, al fine di trovare sollievo e conforto, conducono spesso all’aggravamento delle preoccupazioni e delle paure nei loro effetti sintomatici

·     utilizzate delle tecniche efficaci per gestire le vostre emozioni (es. diario o mezz’ora di peggiore fantasia): potete trovare la completa descrizione di queste due manovre nei miei articoli precedenti (Irritabilità, sbalzi d’umore e «lacrima facile» e Paura di morire o di soffrire troppo durante il parto)

· organizzatevi realisticamente, ma soprattutto godetevi, la vostra gravidanza: cercate di non esagerare con gli impegni lavorativi e dedicate il tempo a vostra disposizione anche ad attività distensive e rilassanti: andate al cinema, leggete, frequentate gli amici, viaggiate e cercate di creare dei momenti speciali per la vostra coppia.

Dott.ssa Chiara Ratto, psicologa e psicoterapeuta

 

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